{"id":531,"date":"2022-12-28T18:15:43","date_gmt":"2022-12-28T17:15:43","guid":{"rendered":"http:\/\/www.nicolafazzini.com\/wp\/?p=531"},"modified":"2022-12-28T18:17:38","modified_gmt":"2022-12-28T17:17:38","slug":"cenni-e-riflessioni-sulluso-della-microtonalita-nel-jazz-contemporaneo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.nicolafazzini.com\/wp\/?p=531","title":{"rendered":"Cenni e riflessioni sull&#8217;uso della microtonalit\u00e0 nel jazz contemporaneo"},"content":{"rendered":"\n<p>Per quel che riguarda l\u2019utilizzo della microtonalit\u00e0 nel jazz possiamo individuare due principali linee di influenza:<\/p>\n\n\n\n<p>\u2022&nbsp;una legata alla componente etnica e quindi a sistemi di intonazione e accordatura non occidentali<\/p>\n\n\n\n<p>\u2022&nbsp;una relativa alla musica classica occidentale e contemporanea&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il jazz ha sempre avuto una significativa propensione a una certa elasticit\u00e0 riguardo all\u2019intonazione di alcune altezze. Si pensi al blues, l\u00ec dove alcune note caratteristiche godono di una qualche indeterminatezza, in particolare terza maggiore-terza minore, quarta aumentata-quarta giusta. Secondo molti studiosi questo fenomeno ha radici lontane, reminiscenze nella cultura afroamericana di sistemi di intonazione diversi adattati a quello occidentale.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>A questo fattore storico-culturale possiamo aggiungere quello della propensione nel jazz all\u2019 espressione di un suono individuale. In questo senso timbro e intonazione fanno parte di quei parametri rispetto ai quali il singolo gode della libert\u00e0 di individuare soluzioni personali rispetto all\u2019ideale estetico classico europeo, dove il musicista \u00e8 formato per avere un timbro adatto all\u2019esperienza orchestrale, e l&#8217;omogeneit\u00e0 va a discapito dell\u2019originalit\u00e0 timbrica (o meglio, per essere pi\u00f9 corretti, il margine di libert\u00e0 creativa timbrica \u00e8 maggiore).<\/p>\n\n\n\n<p>Si pensi in questo senso ad artisti come Jackie McLean, che ha affermato in diverse interviste il suo \u201cnon essere intonato\u201d come una precisa scelta espressiva, o, sempre per restare tra i sax alto, a Ornette Coleman e Eric Dolphy.<\/p>\n\n\n\n<p>Inoltre tutta una serie di effetti (growl, glissati, wah-wah) confermano in questo senso una certa tendenza estetica a prescindere dalla precisione dalla perfetta intonazione anche nel jazz orchestrale (ad es. Mingus o Ellington) in favore di quella espressiva.<\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019uso della microtonalit\u00e0 sembra rientrare quindi in una sfera di significato afferente al principio della&nbsp;<em>pitch indirection<\/em>, o, come sostiene&nbsp;Jeff D. Erickson, \u00e8 espressione di un pensiero ellittico, ovvero \u201cvoler dire una cosa attraverso un\u2019altra\u201d:<\/p>\n\n\n\n<p><em>A musical gesture that obscures its true intention by placing more emphasis on approach notes than target notes (metrically, dynamically, etc.) or other means of placing target pitches in a weak position.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>e di seguito<\/p>\n\n\n\n<p><em>An African American rhetorical strategy whereby the point is made through indirect means, such as innuendo<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019altra corrente di influenza microtonale nel jazz \u00e8 invece legata all\u2019ambito della musica colta europea. L\u2019utilizzo della microtonalit\u00e0 nella musica occidentale \u00e8 sempre stato presente sullo sfondo di tutta l\u2019annosa riflessione &nbsp;tra i diversi sistemi di intonazione fin dal rinascimento, e trova un grande impulso dalla musica elettrica ed elettronica nello scorso secolo.<\/p>\n\n\n\n<p>Dalla musica concreta e gli esperimenti di Darmstadt degli anni \u201850 fino alle ricerche dell\u2019IRCAM ancora oggi estremamente fertili, le nostre conoscenze riguardo alla natura fisico-acustica del suono hanno fatto da stimolo a diversi autori nella ricerca di sistemi di divisione dell\u2019ottava alternativi o, come nello spettralismo, all\u2019utilizzo dell\u2019analisi dello spettro armonico come struttura fondante delle composizione da un punto di vista melodico e armonico, includendo quindi altezze non temperate. A questo va aggiunto lo sviluppo delle scienze cognitive e delle neuroscienze che ha ulteriormente esteso il campo della sperimentazione percettiva.<\/p>\n\n\n\n<p>Proprio legato all&#8217;esperienza dello spettralismo Steve Lehman, che \u00e8 stato allievo a Parigi del compositore&nbsp;Tristan Murail, trova terreno fertile nell&#8217;uso della microtonalit\u00e0 nella composizione e nell&#8217;improvvisazione da parte di questo musicista newyorkese.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella&nbsp;sua&nbsp;tesi di dottorato presso la Columbia University dal titolo \u201cLiminality as a Framework for Composition: Rhythmic Thresholds, Spectral Harmonies and Afrological Improvisation\u201d<sup>&nbsp;<\/sup>Lehman dichiara espressamente la tripla influenza di concetti e tecniche dello spettralismo, della musica afroamericana e delle scienze cognitive.<\/p>\n\n\n\n<p><a><\/a><em>This paper will examine the ways in which involvement with both French spectral music and Afrological forms of improvisation has informed my current work as a composer. I present a brief overview of the major concerns and preoccupations of both musics as well as an account of the overlapping histories of spectral music and Afrological improvisation, with particular attention to the concepts of liminality and rhythmic thresholds in the light of recent music perception research.&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Il materiale melodico-armonico della composizione&nbsp;<em>Echoes,<\/em>&nbsp;analizzata nel trattato,&nbsp;\u00e8 costruito ad es. sullo spettro armonico del vibrafono e contiene quindi altezze non temperate.<\/p>\n\n\n\n<p><em>The harmonic language of Echoes is loosely based on the sound spectrum of a vibraphone, which produces a very clear sense of pitch despite the presence of some inharmonic partials, as well as a relatively loud 15th partial which sounds three octaves and a major seventh above the fundamental&nbsp;<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Come scrive il musicista italiano Umberto Tricca nella sua dissertazione su Lehman per il Conservatorio Cherubini di Firenze:<\/p>\n\n\n\n<p><a><\/a><em>Infatti il E-1(41,2 Hz) del vibrafono, viene ribadito dal secondo armonico E- 2(82,4 Hz) suonato dal basso tuba e dal basso acustico, mentre il sax tenore intona il settimo armonico ovvero 1\u20444 di tono pi\u00f9 calante rispetto la settima minore temperata (C 3\u20444 #), il sax Alto e trombone rispettivamente intonano il nono F# e il decimo armonico G#, e la tromba intona l&#8217;undicesimo armonico ovvero una quarta crescente A 1\u20444 #.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<p>Va precisato che l&#8217;uso della microtonalit\u00e0 \u00e8 applicato in alcune composizioni e improvvisazioni di Lehman, mentre in altri contesti non \u00e8 presente, anche se il suo linguaggio personale sassofonistico sembra sempre esserne pi\u00f9 o meno consapevolmente influenzato in particolare rispetto all\u2019intonazione di alcune altezze. L&#8217;uso della microtonalit\u00e0 sembra principalmente essere quindi legato esteticamente a quelle composizioni riconducibili allo spettralismo, per in qualche modo \u201cgiustificarne\u201d l\u2019uso, mentre in altre composizioni e improvvisazioni, specialmente <em>standard jazz<\/em>, non vi \u00e8 presenza di ricorso a questa tecnica. Lehman possiede comunque un ampio bagaglio di tecniche estese vicine al linguaggio della musica contemporanea, da <em>alernative fingering<\/em> a <em>multiphonic,<\/em> all&#8217;uso dell&#8217;elettronica.<\/p>\n\n\n\n<p>Riguardo a influenze non occidentali il jazz contemporaneo ha incorporato nei propri linguaggi influenze di diverse culture. Ad esempio Rudresh Mahanthappa, Vijay Iyer, Rez Abbasi, musicisti statunitensi ma tutti di origine asiatica, hanno inserito nella loro musica elementi delle loro culture di origine. In particolare Mahanthappa, che per restare in tema ha registrato proprio con Steve Lehman un disco dal titolo \u201cDual Identity\u201d (2010, Cleen Feed), utilizza scale e modi di origine extraeuropea con un ampio ricorso all\u2019utilizzo di quarti di tono.<\/p>\n\n\n\n<p>La microtonalit\u00e0 trova nel sassofono una interessante possibilit\u00e0 espressiva l\u00ec dove attraverso una tecnica di diteggiature particolari si possono ottenere sostanzialmente tutti i quarti di tono con esclusione, purtroppo di quello tra sol e sol diesis, alcune note del registro pi\u00f9 grave, dal do diesis in gi\u00f9, e di quello acuto e sovracuto, cui si pu\u00f2 sopperire comunque in modo relativamente facile attraverso l\u2019imboccatura. Esiste un\u2019ampia letteratura in questo senso e alcuni titoli sono stati da me inseriti nella bibliografia.<\/p>\n\n\n\n<p>Lehman utilizza frequentemente la microtonalit\u00e0 nell\u2019improvvisazione con una logica e tecnica pi\u00f9 riconducibile all\u2019influenza contemporanea piuttosto che a quella etnica. Da notare che Lehman \u00e8 stato in giovent\u00f9 allievo, oltre che di Braxton, anche di Jackie McLean. Entrambi, per sua stessa ammissione, hanno avuto una decisa impronta sulla sua visione estetico-artistica.<\/p>\n\n\n\n<p>Amir ElSaffar, musicista e compositore di Chicago, di origine irachena, ha sviluppato un sistema di applicazione del maqam alla strumentazione, al materiale melodico e a quello armonico del jazz.<\/p>\n\n\n\n<p>Il maqam \u00e8 un sistema di modalit\u00e0 utilizzato nella musica araba, legato a una prassi improvvisativa tramandata oralmente, con alcuni schemi e cellule fondamentali ricorrenti. L\u00ec dove molti artisti che si sono ispirati a sonorit\u00e0 arabe hanno \u201coccidentalizzato\u201d il materiale melodico non ponendosi questioni riguardo all\u2019intonazione, ElSaffar, che oltre la tromba suona il santur e canta, utilizza in maniera rigorosa i microtoni, attraverso diteggiature non convenzionali negli strumenti a fiato, e accordando pianoforte e strumenti a corde in modo funzionale ai modi del maqam.<\/p>\n\n\n\n<p>Quando parliamo di maqam e musica araba ci riferiamo a un sistema musicale sviluppato in secoli e in un territorio estremamente vasto. Basti pensare alla molteplicit\u00e0 di diverse musiche europee, alcune poi a loro volta influenzate da quella araba, per capire che si tratta un argomento complesso da affrontare. Complesso e sofisticato; quella araba \u00e8 una tradizione nella quale, come ci ricorda Sorce Keller in \u201cMusica e Sociologia\u201d, ci sono stati tramandati principalmente nomi e contenuti dei teorici della musica, piuttosto che di compositori o esecutori.<\/p>\n\n\n\n<p>Il maqam in questione, che ricorda lo Jins Hijaz, in realt\u00e0 deriva dalla tradizione della musica persiana, ed \u00e8 entrato a far parte della cultura araba a partire della occupazione islamica della regione dell\u2019antica Persia nel VII sec d.C. Si tratta qui del Dastgah Hemayoun, da cui il titolo del brano, simile al quinto grado di una scala armonica ascendente. Simile perch\u00e9 proprio il sesto grado di questa scala \u00e8 aumentato di un quarto di tono, e posto a met\u00e0 tra il sesto maggiore e minore che caratterizza la differenza tra scala melodica e armonica, e il settimo grado abbassato di un quarto di tono.<\/p>\n\n\n\n<p>La scala risultante, come risulta dall&#8217;armatura in chiave dello stesso ElSaffar, pu\u00f2 essere trascritta come re mi- fa+ sol la sib do, dove il simbolo \u201c+\u201d sta per \u201caumentato di un quarto di tono\u201d e il \u201c-\u201d diminuito.<\/p>\n\n\n\n<p>Tra re e mi- \u00e8 presente quindi la distanza di tre quarti di tono, mentre tra mi- e fa+ quella di quattro quarti di tono, quindi un tono intero. Qui l\u2019armatura in chiave caratterizzante il modo:<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><a href=\"http:\/\/www.nicolafazzini.com\/wp\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/Schermata-2022-09-24-alle-17.05.02.png\"><img loading=\"lazy\" width=\"126\" height=\"103\" src=\"http:\/\/www.nicolafazzini.com\/wp\/wp-content\/uploads\/2022\/12\/Schermata-2022-09-24-alle-17.05.02.png\" alt=\"\" class=\"wp-image-533\"\/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p>L&#8217;ambiguit\u00e0 tra minore melodica e armonica sembra risolversi da un punto di vista percettivo per la seconda. Suppongo che la nostra abitudine uditiva tenda a dare predominanza alla percezione di due intervalli di grandezza diversa, e quindi a ricondurre al semitono-seconda aumentata caratterizzante la scala armonica.<\/p>\n\n\n\n<p>La modalit\u00e0 araba, analogamente a quella occidentale, \u00e8 costruita dalla combinazione di due tetracordi, che possono per\u00f2 essere tra loro intercambiabili, in modo analogo a quanto succede con la scala minore melodica. Queste sostituzioni di tetracordo seguono delle regole precise legate all&#8217;andamento melodico e ritmico delle frasi musicali.<\/p>\n\n\n\n<p>Il brano presenta una forma piuttosto complessa con una sezione, le prime sette misure, che ritorna pi\u00f9 volte durante il brano e viene eseguita in modo omofonico dagli strumenti. Le altre sezioni della composizione vedono la presenza di pedali sui quali gli accompagnatori della melodia principale suonano liberamente intorno alla modalit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p>Il brano Hemayoun \u00e8 presente nel disco \u201cTwo Rivers\u201d del 2007 edito da Pi Recordings, con la presenza non casuale al sax al fianco di El Saffar proprio di Mahanthappa.<\/p>\n\n\n\n<p>Articolo presente su <a href=\"http:\/\/www.nicolafazzini.com\/wp\/?p=522\" data-type=\"URL\" data-id=\"http:\/\/www.nicolafazzini.com\/wp\/?p=522\">t<\/a><a href=\"http:\/\/www.nicolafazzini.com\/wp\/?p=522\" data-type=\"URL\" data-id=\"http:\/\/www.nicolafazzini.com\/wp\/?p=522\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">esi completa <\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Per quel che riguarda l\u2019utilizzo della microtonalit\u00e0 nel jazz possiamo individuare due principali linee di influenza: \u2022&nbsp;una legata alla componente etnica e quindi a sistemi di intonazione e accordatura non occidentali \u2022&nbsp;una relativa alla musica classica occidentale e contemporanea&nbsp; Il &hellip; <a href=\"https:\/\/www.nicolafazzini.com\/wp\/?p=531\">Continua a leggere<span class=\"meta-nav\">&rarr;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[3],"tags":[258,254,259,261,9,262,249,260,255],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.nicolafazzini.com\/wp\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/531"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.nicolafazzini.com\/wp\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.nicolafazzini.com\/wp\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nicolafazzini.com\/wp\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nicolafazzini.com\/wp\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=531"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.nicolafazzini.com\/wp\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/531\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":537,"href":"https:\/\/www.nicolafazzini.com\/wp\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/531\/revisions\/537"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.nicolafazzini.com\/wp\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=531"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nicolafazzini.com\/wp\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=531"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.nicolafazzini.com\/wp\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=531"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}